BEYOND MONKEY MIND

Sull’attenzione: monkey-mind

Il termine monkey-mind definisce una condizione in cui l’attenzione consapevole è incapace di rimanere ferma su un unico oggetto per più di qualche secondo e in cui la mente si comporta come una scimmia agitata che salta da un ramo all’altro in preda all’impazienza, alla frenesia, all’urgenza di “risolvere”.


The monkey mind (kapicitta) is a term sometimes used by the Buddha to describe the agitated, easily distracted and incessantly moving behaviour of ordinary human consciousness (Ja.III,148; V,445). 

Once he observed: `Just as a monkey swinging through the trees grabs one branch and lets it go only to seize another, so too, that which is called thought, mind or consciousness arises and disappears continually both day and night'(S.II,95). 


Anyone who has spent even a little time observing his own mind and then watched a troop of monkeys will have to admit that this comparison is an accurate and not very flattering one. On another occasion the Buddha said that a person with uncontrolled craving`jumps from here to there like a monkey searching for fruit in the forest'(Dhp.334).


In contrast to this, the Buddha asked his disciples to train themselves so as to develop `a mind like a forest deer' (miga bhåtena cetasà, M.I,450). Deer are particularly gentle creatures and always remain alert and aware no matter what they are doing.

Taming the Monkey Mind, Thubden Chodron, 1995.



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Le prime esaurienti descrizioni di questo stato di coscienza che oggi chiameremmo sindrome sono state fornite centinaia di anni fa da monaci buddisti che durante la meditazione si accorsero di quanto fosse difficile domare la scimmia.

Nella clinica moderna si parla di Disturbo da Deficit Attentivo con Iperattività (ADHD): una patologia dell’attenzione che nei bambini, nei casi più gravi, ostacola l’apprendimento, rende molto difficile l’attività scolastica e determina un comportamento agitato e poco controllabile.


Negli adulti i sintomi diventano meno evidenti. La scimmia si nasconde e, al posto dell’agitazione esterna, i pazienti lamentano irrequietezza, difficoltà di concentrazione, scarsa soddisfazione nelle attività che richiedono attenzione: leggere, seguire la trama di un film o il filo di un discorso, tenere a mente cose più o meno importanti. 


Tutti sporadicamente ne abbiamo sofferto e, come spesso capita con i disturbi mentali, molti di noi hanno trovato dei modi per porre rimedio al sintomo e per cavarsela comunque. Riusciamo, chi più chi meno, a calmare la mente e a riprendere l’attenzione, a focalizzarci su certi oggetti invece di essere catturati dall’agitazione e dall’ansia di stare dietro a tutto e non poter lasciar andare.


Come facciamo? Come si riesce a tenere a bada la scimmia? Quale antidoto riusciamo, a volte, a somministrarci? Quale è la variabile che fa sì che l’attenzione rimanga libera ma non si disperda in mille rivoli?


Per rispondere in termini psicologici a questa domanda conviene, come suggeriva Hillman, porre la questione in termini spaziali; conviene, cioè, porsi la domanda preferita dalla psiche: 


DOVE? 
Dov’è l’attenzione? Dov’è l’attenzione quando si agita come una scimmia e dov’è quando invece si comporta come un cavallo perfettamente addestrato?

La frase di Eraclito Ethos Antropoi Daimon, spesso tradotta con “il carattere è destino” ha un’altra traduzione, più antica e più utile per la nostra amplificazione: Ethos era, originariamente, il posto in cui si vive, il luogo che si abita, in cui si sta. 


Tradurre il frammento di Eraclito con “l’uomo abita presso il dio” è un modo per dire che per noi umani c’è una condizione psichica che sentiamo come casa: un posto che è innanzitutto un modo di sentirci, uno stato di coscienza in cui le cose girano meglio. 


Siamo “a casa” quando riusciamo a collocarci vicino al nostro Nume, al Daimon, a quel modo di sentire che corrisponde a… ciò per cui siamo portati!


Il Daimon come una tendenza: un tendere verso, un intendere e un voler stare presso. In termini meno poetici e più “moderni”: funzioniamo meglio quando assecondiamo il modo che, fin da piccoli, abbiamo usato per apprendere e per conoscere. 


Abbiamo imparato a camminare, a parlare e a comprendere ciò che gli altri dicevano, abbiano sviluppato capacità relazionali e fatto nostro un complesso codice comportamentale che ci ha permesso di vivere insieme agli altri. Non ce l’avremmo fatta se fossimo stati preda della scimmia. 
Ci siamo riusciti perché siamo stati capaci di essere interessati e curiosi, attenti e versatili.


E questo tipo di attenzione è una Forma Vitale, 

uno specifico modo di sentirci e di porci.

Non è un caso che il consiglio per il meditatore che soffre di monkey-mind sia quello di mettersi ad ascoltare il corpo spostando l’attenzione sulla fisicità e sulle sensazioni corporee senza giudicare ma semplicemente ascoltando e prendendo atto di ciò che c’è. 


Mettendoci in sintonia con il corpo possiamo attingere a quella vitalità che per il bambino era naturale, possiamo spostarci lungo un continuum energetico che ha ad un estremo la sensazione di essere vivo e disposto ad “essere felice in un mondo che non comprendo ancora” e, dall’altro, quella di “voler conoscere tutto prima di muovere qualsiasi passo”. 


Da una parte un giovane-curioso-motivato, dall’altra un vecchio-diffidente-impaurito. Beginner’s mind Vs monkey-mind.

Focalizzare l’attenzione nel corpo è un primo passo per dare alla scimmia una casa invece di una gabbia: un modo per acquietare la mente distogliendola dal pensiero ossessivo che cerca di controllare tutto e, facendolo, continua a scoprire cose che non controlla, compiti che devono essere svolti, oggetti da pulire, conti da saldare.


Immaginate di essere in una cella angusta e poi pensate ad una casa in cui vi sentite a vostro agio. Abbiamo sperimentato entrambe e concentrandoci un po’ possiamo sentirle dentro di noi. 


Sono due modi d’essere e due diverse forme dell’attenzione: costringersi nello sforzo di controllare o essere aperti a ciò che accade; stare con la scimmia o abitare presso il dio.









VIVI MINDFULNESS - Aprile - Settembre - 6 incontri - un Sabato al mese



VIVI MINDFULNESS...

Percorso da Aprile a Settembre 2018 a Podere  Campopiano (PV)

L’esperienza interiore, il sentire, l’intuizione sono sorgenti di conoscenza profonda, semi di consapevolezza che affonda radici nell’integrazione di mente-corpo-sensazioni. Mindfulness è tutto questo: sentire, non fare, ascoltare, accogliere, non classificare/giudicare, lasciar accadere. 

L’essenza della meditazione.

Se questa è la tua via, ti proponiamo un’esperienza dai ritmi leggeri, in un ambiente dove Madre Natura offre i suoi doni con generosità.

Con la guida di alcuni esperti potrai sperimentare la “presenza consapevole e rilassata della mente”, educarti a ogni incontro ad accogliere nuove prospettive, allenarti in modo rilassato a portare lo “stato Mindfulness” nelle piccole e grandi cose della vita di ogni giorno: “Vivi Mindfulness”.

Un percorso in 6 giornate di Mindfulness INSIGHT, un sabato al mese:appuntamenti regolari e impegno leggero, ingredienti necessari per fare proprio questo modo di approcciare alla vita.

Le “guide”, professionisti di lunga esperienza, si alterneranno:


Milena SCREM, Counselor Supervisor Trainer, formatrice, scrittrice, presidente INSIGHT-Milano.

Mi occupo professionalmente di crescita personale da oltre 35 anni; l’integrazione dei livelli della coscienza corpo-mente-emozioni-spirito sono sempre stati al centro della mia ricerca personale e del mio insegnamento. La mia esperienza Mindfulness è iniziata negli USA quarant’anni fa; oggi seguo il lavoro del dr. Daniel Siegel
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Dakshina Stefania ORSI, Counselor Professional Expert, psicologa, vice-presidente INSIGHT-Milano.

I principi che guidano il mio lavoro provengono dall’integrazione della Psicologia Umanistica con le filosofie orientali legate alla meditazione e all’ascolto di sé. Mi piace usare un approccio a mediazione corporea, al fine di andare oltre la mente, entrando in contatto con il proprio mondo interiore in modo diretto e onesto, nel qui e ora. 


Massimo GUSMANO, Counselor Supervisor Trainer, formatore, psicologo, presidente Mindfulness-Project

Come Psicologo ho maturato una lunga esperienza nel campo della formazione in azienda e in ambito privato; sono praticante del buddhismo Mahayana e attivo sostenitore dell’integrazione tra psicologia occidentale ed insegnamento buddhista.

A CHI SI RIVOLGE

Il percorso è rivolto a chi desidera esplorare l’approccio Mindfulness, a chi medita e a chi vuole approfondire l’esperienza del raccoglimento e del silenzio in gruppo e in un contesto naturale.

QUANDO

Inizio ad Aprile 2018 - sabato  28/4 – 19/5 - 23/6 – 21/7 – 25/8 – 22/9 
Orari: dalle ore 9,30 :00 alle 18:00

DOVE

Al Centro Seminari Podere Campopiano, un piccolo borgo nell'Oltrepo Pavese, nel comune si Cecima,  circondato da colline, pascoli e boschi di acacie, querce, ciliegi e ginestre dove si trova la sede dell’omonima Associazione di Promozione Sociale.

PROGRAMMA

Indicazioni di massima e i contenuti cambieranno a ogni incontro 
  • 9,30 Arrivo dei partecipanti 
  • 9.45 -11.15 Apertura incontro, informazioni e introduzione alla pratica 
  • Pausa thé 
  • 11.45 – 13 Pratica Mindfulness 
  • 13 Pranzo 
  • 14.30 – 16 Esperienza e condivisione 
  • Pausa thé 
  • 16.30 - 18 Pratica Mindfulness e chiusura dell’incontro 

INFORMAZIONI & ISCRIZIONI 

Per l’iscrizione è necessario compilare un modulo e versare un acconto.

Trovate tutte le informazioni qui : INFO VIVIMINDFULNESS 

Contatti: +39 327 682 8931 * INSIGHT, Milano - www.insightformazione.it

Per raggiungere anticipatamente il Podere  la sera del venerdi: cena vegetariana + sistemazione in camera doppia 35 € a persona.




CENTRO SEMINARI



Nel cuore dell'Oltrepo Pavese 


Podere Campopiano, una piccola frazione del comune di Cecima, forma un piccolo borgo di case circondato da colline di pascoli e boschi di acacie, querce, ciliegi e ginestre che ospita la sede dell’Associazione di Promozione Sociale Podere Campopiano .

Centro Seminari

L'Associazione ospita dal 2003 accoglie workshop e seminari residenziali di yoga, meditazione, ayurveda e massaggi, danza, psicoterapia, teatro sperimentale ed altro ancora.

Podere Campopiano e le sue strutture sono utilizzabili da gruppi ed associazioni che desiderano gestire in autonomia le loro attività ed i progetti olistici.

Sala Mandir
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La Sala Mandir è stata progettata, costruita per ospitare corsi, seminari residenziali e stage indimenticabili. La temperatura è perfetta, la luce magica, il silenzio di velluto e l’aria leggera e priva di polvere. Al primo piano la grande sala  è attrezzata con Zafu ed impianto stereo. 


Country House
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Casa Campopiano dispone di 8 camere, tutte con servizi privati, attrezzate con letti singoli e matrimoniali per 16 partecipanti alle attività. Al piano terreno i soci possono utilizzare la grande cucina con dispensa e la sala pranzo dove preparare e consumare i pasti, colazione e tea break, frequentare la sala relax con il grande camino.


Podere Campopiano
Associazione di Promozione Sociale

La sede dell'Associazione è ospitata in un tipico fabbricato in sassi e mattoni dei primi anni del 900 e dispone di 8 ampie camere da letto, tutte con servizi privati.






All’esterno ampi portici e verande estive,sentieri e spazi relax tra giardini e pergolati





Nei campi che si affacciano sul bosco si trova un un orto biologico che fornisce molti dei prodotti freschi per la cucina di casa.





















“ prova ad essere il cambiamento che vuoi vedere nel mondo...Mahatma Gandhi...